Leonardo si accostò agli studi di anatomia per meglio raffigurare il corpo umano. Ben presto però la sua curiosità e il suo spirito di osservazione lo portarono ad investigare l’interno di quella che lui stesso definiva meravigliosa macchina del corpo.
E’ a Firenze, verso i primi anni del ‘500, che l’artista presso l’ospedale di Santa Maria Nuova dissezionò diversi corpi avanzando proprie ipotesi, procedendo per comparazione e formulando teorie che collegano la forma e la funzione dei vari organi.
La scultura in ceroplastica è stata realizzata modellando a bassorilievo, su di una lastra di plexiglass, l‘insieme degli organi interni di un corpo femminile. In particolare si distinguono l’utero, i reni, il fegato, la milza e il cuore con i suoi vasi sanguigni, organizzati in una veduta d’insieme definita dall’anatomia ufficiale situs viscerum.
Completano l’opera, due gusci esterni che rappresentano la parte anteriore e posteriore del corpo secondo la particolare tecnica del disegno per trasparenza, spesso utilizzata da Leonardo, per mezzo della quale la sagoma del corpo lascia vedere l’organizzazione interna dei visceri.