Martinetto

Realizzato da
IBM Italia

1952

Macchina basata sullo scorrere di una ruota dentata su una cremagliera, qui posta in verticale.

Il modello di questo meccanismo, ispirato ad un disegno del Codice Atlantico, è composto da una ruota dentata, la quale, azionata mediante una manovella innestata su di un rocchetto, ingrana la cremagliera verticale permettendole di salire o scendere.

Questo dispositivo, trasformando il moto circolare in moto rettilineo, favorisce notevolmente lo spostamento di un peso dal basso verso l’alto.

Informazioni tecniche

Tipologia di opera
Modello
Materiale
Legno intagliato verniciato
Misure
Larghezza: 111 cm, Lunghezza: 40 cm; Profondità: 33 cm.
Luogo di conservazione
Rapporto con l’opera originale
Derivazione: Leonardo da Vinci, Codice Atlantico, f. 998 r

Ultimo aggiornamento: 24 Aprile 2025, 11:44

Macina con burattello

Luigi Boldetti

1972

Macchina dotata di un disco di pietra, azionato da un sistema di ruote dentate e da un ingranaggio a lanterna.

Leonardo per ottimizzare e migliorare le operazioni svolte da una tradizionale macina ideò un curioso congegno che, oltre a macinare il grano, contemporaneamente separava la farina dalla crusca.

La macchina ospita nella parte superiore una macina, in quella inferiore tutti gli ingranaggi che servono al suo movimento. Una cassetta di legno, munita di piccolo sportello, serve per raccogliere il prodotto macinato. Muovendo una manovella l’intero meccanismo prende vita: il grano, immesso nella macina, fuoriesce macinato da un foro laterale e, attraverso un canale inclinato, viene convogliato in un sacchetto lungo e stretto, detto burattello.
Il burattello, scosso da una lunga asta collegata agli ingranaggi posti sotto la macina, provoca la separazione delle farine. La farina sarà tanto più raffinata quanto più sottile sarà la trama del tessuto del sacchetto.

Informazioni tecniche

Tipologia di opera
Modello
Materiale
Legno intagliato, pietra, ferro, tela di canapa
Misure
Larghezza: 41 cm, Lunghezza: 82 cm; Profondità: 32 cm.
Luogo di conservazione
Rapporto con l’opera originale
Derivazione: Leonardo da Vinci, Codice di Madrid I, f. 22 r
Numero d’inventario
N° scheda OA: 00000021
Collocazione
Museo Leonardiano, Castello dei conti Guidi, pianterreno

Altre opere correlate

Ultimo aggiornamento: 7 Febbraio 2025, 11:03

Macchina per la lavorazione degli specchi

Realizzato da
IBM Italia

1952

Nel Rinascimento gli specchi si ottenevano levigando perfettamente con materiali abrasivi superfici di bronzo, di rame o d’argento, fino a renderle riflettenti. Nel folio 1103v del Codice Atlantico Leonardo rappresenta vari tipi di macchine per produrre specchi e lenti.
Il modello è costituito da due dischi, ciascuno con un proprio asse rotante, e da una manovella. Azionando la manovella si imprime ai due piatti circolari sottostanti un movimento rotatorio e si esercita su di essi la pressione necessaria per la levigazione dello specchio. Il disco di diametro minore, che contiene la superficie da levigare, effettua sia un movimento di rotazione sul proprio asse sia di rivoluzione sulla superficie abrasiva del disco più grande.

Informazioni tecniche

Tipologia di opera
Modello
Materiale
Legno intagliato, marmo scolpito levigato, ferro
Misure
Larghezza: 71 cm, Lunghezza: 65 cm; Profondità: 44 cm.
Rapporto con l’opera originale
Derivazione: Leonardo da Vinci, Codice Atlantico, f. 1103 v
Collocazione
Museo Leonardiano, deposito

Altre opere correlate

Ultimo aggiornamento: 22 Settembre 2026, 11:37

Laminatoio

Realizzato da
IBM Italia

1952

Macchina costituita da 2 rulli cilindrici sovrapposti: a lato, una manovella attiva un rocchetto che muove una ruota dentata.

Fra le invenzioni di Leonardo troviamo un laminatoio capace di ridurre lo stagno in piastre sottili e uniformi.

Lo strumento si compone di una coppia di rulli cilindrici sovrapposti che premono progressivamente sul prodotto da lavorare. Girando una manovella gli ingranaggi mettono in movimento il cilindro superiore. Quello inferiore, sostenuto da due staffe, può essere abbassato o alzato a seconda dello spessore che si vuol dare alla lastra di metallo da assottigliare.
Leonardo suggerisce di realizzare i cilindri con “materia da campane” e cioè in bronzo in modo da non deformarsi durante l’uso.

Informazioni tecniche

Tipologia di opera
Modello
Materiale
Legno intagliato, metallo, ferro smaltato
Misure
Larghezza: 46 cm, Lunghezza: 70 cm; Profondità: 35 cm.
Luogo di conservazione
Rapporto con l’opera originale
Derivazione: Leonardo da Vinci, Manoscritto I di Francia, f. 48 v
Numero d’inventario
N° scheda OA: 00000018
Collocazione
Museo Leonardiano, Castello dei conti Guidi, pianterreno

Altre opere correlate

Ultimo aggiornamento: 10 Febbraio 2025, 10:03

Gru girevole

Luigi Boldetti

1966

Gru formata da un albero verticale, una traversa orizzontale alla sommità, due ruote a pioli con relative piattaforme, tutto connesso da corde e carrucole.

Tra le macchine da cantiere probabilmente ideate da Brunelleschi per il cantiere della cupola del Duomo di Firenze e disegnate da Leonardo, troviamo anche la gru girevole ricostruita nel 1966 dall’ingegnere Boldetti.

La gru, costituita da una base fissa e da un albero verticale girevole, è messa in moto da due squadre di operai: una, sulla piattaforma posta a metà altezza, ha il compito di manovrare una ruota a pioli che, collegata ad un sistema di carrucole, consente di sollevare il carico. L’altra, sulla piattaforma in alto al centro della traversa orizzontale, sempre attraverso una ruota a pioli, aziona una vite retrosa per traslare trasversalmente il peso.

Informazioni tecniche

Tipologia di opera
Modello
Materiale
Legno intagliato, ferro battuto, corda in cotone, granito
Misure
Larghezza: 101 cm, Lunghezza: 72 cm; Profondità: 43,5 cm.
Luogo di conservazione
Rapporto con l’opera originale
Derivazione: Leonardo da Vinci, Codice Atlantico, f. 105 v
Numero d’inventario
N° scheda OA: 00000024
Collocazione
Museo Leonardiano, Palazzina Uzielli, primo piano

Altre opere correlate

Ultimo aggiornamento: 21 Gennaio 2025, 11:23

Progettata da Filippo Brunelleschi, ma utilizzata solo dopo la sua morte avvenuta nel 1446, questa gru servì per l’edificazione della lanterna della cupola del Duomo fiorentino. La macchina, montata su una piattaforma circolare ruotante, era posizionata al centro dell’occhio della cupola, ossia all’interno del perimetro su cui si dovevano elevare le pareti della lanterna.

Man mano che la muratura cresceva in altezza, la piattaforma veniva rialzata grazie a delle viti. Per sollevare e traslare orizzontalmente i blocchi di marmo, la gru utilizzava un braccio girevole a 360° con sistema composto da due viti ‘senza fine’, azionato da due dischi lignei che fungevano da madreviti.

Informazioni tecniche

Tipologia di opera
Modello
Materiale
Legno, ferro, marmo
Misure
Larghezza: 100 cm, Lunghezza: 83 cm; Diametro: 47 cm.
Luogo di conservazione
Rapporto con l’opera originale
Derivazione: Leonardo da Vinci, Codice Atlantico, f. 808 v
Collocazione
Museo Leonardiano, Palazzina Uzielli, primo piano

Altre opere correlate

Ultimo aggiornamento: 22 Giugno 2026, 09:37

Forno per la fusione del bronzo

Realizzato da
IBM Italia

1953

Modello di gesso della sezione di un forno per metalli, con una fornace collegata a una canna fumaria e a una camera a volta.

Tra gli interessi di Leonardo troviamo anche l’arte fusoria tanto che nei suoi manoscritti sono riportati disegni di varie tipologie di forni per fondere i metalli. Il modello rappresenta la sezione di un forno a riverbero per la fusione del bronzo. Il metallo veniva posto sul pavimento di un’ampia camera a volta, detta camera di fusione, e riscaldato fino a liquefarsi grazie al calore irradiato dalla volta e dalle pareti. La fornace è separata dalla camera di fusione ed è dotata di una canna fumaria per espellere il fumo generato dalla combustione.

Informazioni tecniche

Tipologia di opera
Modello
Collezione
Materiale
Legno intagliato dipinto, gesso
Misure
Larghezza: 79,5 cm, Lunghezza: 103 cm; Profondità: 37,2 cm.
Luogo di conservazione
Rapporto con l’opera originale
Derivazione: Leonardo da Vinci, Codice Atlantico, f. 1103 r
Collocazione
Museo Leonardiano, Castello dei conti Guidi, pianterreno

Altre opere correlate

Ultimo aggiornamento: 30 Gennaio 2025, 10:28

Forma di fusione del cannone

Realizzato da
Etruria Musei

2008

Modello della fusione di un cannone, con un cilindro orizzontale bianco rivestito di un altro cilindro avvolto da fasce sottili.

Come testimoniano numerosi disegni e appunti, Leonardo conosceva bene l’intero processo per la realizzazione di un’artiglieria componibile. Il modello riproduce la forma per la fusione di un cannone, ottenuta attraverso una serie di passaggi chiaramente illustrati nel disegno di Leonardo: il nucleo della forma, costituito da un perno di legno, è montato su due cavalletti e avvolto con una corda.

Su questo si applicano vari strati di argilla fino a raggiungere la forma e le dimensioni desiderate per il cannone. Lubrificato e cosparso di cenere il modello, vi si applicano gli strati di terra per la costruzione della controforma, che viene essiccata e armata con barre d’acciaio. Infine si copre l’armatura con uno strato di terra e si applica un’ulteriore cerchiatura in maniera alternata alla precedente.

Informazioni tecniche

Tipologia di opera
Modello
Collezione
Materiale
Legno di faggio, canapa, fibrocemento, ferro
Misure
Larghezza: 34 cm, Lunghezza: 85 cm; Profondità: 30 cm.
Luogo di conservazione
Rapporto con l’opera originale
Derivazione: Leonardo da Vinci, Codice Atlantico, f. 61 r
Collocazione
Museo Leonardiano, Castello dei conti Guidi, pianterreno

Altre opere correlate

Ultimo aggiornamento: 27 Gennaio 2025, 12:04

Tra le soluzioni per meccanizzare il processo della filatura, Leonardo concepì un filatoio a più fusi, capace di torcere e allo stesso tempo avvolgere il filo sulla bobina, un sistema che anticipa quello applicato in Inghilterra durante la Rivoluzione Industriale.

La macchina è dotata di una serie di meccanismi che trasformano il moto circolare in moto rettilineo alternato. Il fuso ad aletta compie un movimento di va e vieni che assicura una distribuzione automatica e uniforme del filato sulla bobina e un moto rotatorio che garantisce la torsione del filo. L’innovazione è data dal movimento di va e vieni del fuso che, evitando l’interruzione del lavoro dovuta al passaggio manuale del filo da un gancio all’altro dell’aletta, consentiva alle filatrici di avere entrambi le mani libere per svolgere altre operazioni.

Informazioni tecniche

Tipologia di opera
Modello
Materiale
Legno, ferro e cuoio
Misure
Larghezza: 102,5 cm, Lunghezza: 213 cm; Profondità: 100 cm.
Luogo di conservazione
Rapporto con l’opera originale
Derivazione: Leonardo da Vinci, Codice Atlantico, f. 1050 r
Collocazione
Museo Leonardiano, Palazzina Uzielli, primo piano

Altre opere correlate

Ultimo aggiornamento: 19 Giugno 2025, 14:10

Escavatrice

Realizzato da
IBM Italia

1952

Macchina con una carrucola centrale e un asse verticale, attorno a cui ruotano 2 bracci orizzontali muniti di carrucole.

Questa macchina serviva a sollevare e a trasportare il materiale di scavo utilizzando due o più bracci di lunghezza differente, che permettevano di lavorare contemporaneamente su diversi livelli.
Il modello presenta un’asse verticale, attorno alla quale ruotano i bracci posti orizzontalmente; alle estremità di questi bracci si trovano delle carrucole che consentono la salita e la discesa dei recipienti adibiti al trasporto del materiale di scavo. Il movimento dei recipienti è regolato attraverso delle corde passanti per una carrucola centrale di comando. I recipienti hanno la forma di una cassetta rettangolare e il loro fondo è diviso per la lunghezza in due segmenti liberi trattenuti lungo l’asse centrale da cerniere metalliche o da strisce di cuoio; essi sono inoltre muniti di zampe per l’appoggio sul terreno e queste sono posizionate in modo da superare la larghezza dei segmenti del fondo.
Le estremità esterne di tali segmenti sono collegate, per mezzo di cordicelle passanti per appositi fori, ad un gancio che tiene sospeso il recipiente. Le cordicelle, tenute tese dal peso dello stesso recipiente, permettono ai due segmenti del fondo di rimanere chiusi trattenendo il materiale che vi viene deposto. Nel momento in cui i recipienti scendono e si appoggiano con le zampe sul terreno, la tensione delle corde si esaurisce ed il peso del materiale provoca l’apertura automatica in basso dei due segmenti del fondo con relativo svuotamento dei recipienti; quando questi vengono risollevati il fondo torna automaticamente a chiudersi.
La macchina, trainata da una corda collegata a distanza con un argano orizzontale a vite e madrevite, poteva avanzare sul terreno scorrendo su delle apposite ‘guide’; in questo modo essa non aveva bisogno di essere smontata man mano che lo scavo procedeva.

Informazioni tecniche

Tipologia di opera
Modello
Materiale
Legno, corda
Misure
Larghezza: 148 cm, Lunghezza: 214 cm; Profondità: 110 cm.
Luogo di conservazione
Rapporto con l’opera originale
Derivazione: Leonardo da Vinci, Codice Atlantico, f. 4 r
Collocazione
Museo Leonardiano, Castello dei conti Guidi, pianterreno

Altre opere correlate

Ultimo aggiornamento: 27 Gennaio 2025, 11:30

Quanto sono chiare le informazioni su questa pagina?

Grazie, il tuo parere ci aiuterà a migliorare il servizio!

Quali sono stati gli aspetti che hai preferito? 1/2

Dove hai incontrato le maggiori difficoltà?1/2

Vuoi aggiungere altri dettagli? 2/2

Inserire massimo 200 caratteri

Questo sito è protetto da reCAPTCHA. Si applica la Privacy Policy e i Termini di utilizzo di google.