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Da sabato 16 maggio a venerdì 31 luglio il transito dei bus intorno al borgo di Vinci sarà vietato. Fanno eccezione i bus diretti ad Anchiano, autorizzati a transitare in Via Rossi. Il parcheggio dei bus è consentito esclusivamente in Via Cerretana.

Telaio automatico per tessitura

Luigi Boldetti

1954

Intelaiatura lignea contenente vari elementi in legno, ferro e cuoio, tra cui ruote a pioli, rulli, carrucole.

Tra le tante soluzioni proposte da Leonardo per meccanizzare la tessitura, il telaio automatico è forse una delle più innovative. Attraverso una serie di meccanismi azionati da una ruota motrice e sincronizzati tra loro, due bracci afferrano alternativamente la spoletta che porta il filo della trama da un bordo all’altro dell’ordito. Si ottengono così delle strisce di tessuto di larghezza ridotta.

Dal momento che la spoletta viene afferrata e accompagnata, il percorso che essa può compiere è relativamente breve, di conseguenza questo tipo di telaio è in grado di meccanizzare soltanto il processo di tessitura di nastri.
Tra la fine del ‘600 e la prima metà del ‘700 questa soluzione ideata da Leonardo trovò applicazione nei telai meccanici dei francesi Jean Baptiste De Gennes e Jacques Vaucanson.

Informazioni tecniche

Tipologia di opera
Modello
Materiale
Legno, ferro e cuoio
Misure
Larghezza: 102,5 cm, Lunghezza: 213 cm; Profondità: 100 cm.
Luogo di conservazione
Rapporto con l’opera originale
Derivazione: Leonardo da Vinci, Codice Atlantico, f. 985 r
Collocazione
Museo Leonardiano, Palazzina Uzielli, primo piano

Ultimo aggiornamento: 22 Gennaio 2025, 11:07

Studio di ruotismo epicicloidale

Realizzato da
IBM Italia

1952

Leonardo studiò e classificò i diversi tipi di movimento prodotti dalla combinazione di più ruote dentate da utilizzare in meccanismi che producono velocità differenziate come orologi e macchine da lavoro.

Il modello è costituito da cinque ruote dentate disposte su di un piano inclinato: quattro mobili e una fissa al centro. Azionando la manovella si mette in movimento la ruota più grande, detta planetario, che trascina con se due delle tre ruote che si trovano lungo il suo raggio. La ruota mediana, ingranando quella centrale fissa, trasmette il suo moto a quella esternainvertendone la marcia.
Dunque, la ruota più esterna, mentre compie il movimento di rotazione intorno al proprio asse, percorre idealmente, rispetto alla circonferenza del planetario, la così detta curva epicicloidale. Nell’antica astronomia tolemaica l’epiciclo indicava il nome di uno dei due cerchi descritti da un astro nel suo moto. La ruota esterna e il planetario avranno inoltre velocità differenti poiché diverse sono le loro dimensioni e il numero dei loro denti.

Informazioni tecniche

Tipologia di opera
Modello
Materiale
Legno intagliato, metallo, plastica
Misure
Larghezza: 48 cm, Lunghezza: 48 cm; Profondità: 30 cm.
Luogo di conservazione
Rapporto con l’opera originale
Derivazione: Leonardo da Vinci, Codice Atlantico, f. 77 v
Numero d’inventario
N° scheda OA: 00000043
Collocazione
Museo Leonardiano, Castello dei conti Guidi, pianterreno

Altre opere correlate

Ultimo aggiornamento: 10 Febbraio 2025, 10:40

Studio di ala battente

Realizzato da
Istituto Tecnico Professionale “Leonardo da Vinci” di Firenze

1929

Tra i più antichi del museo, questo modello riproduce un’ala meccanica che imita l’anatomia e il funzionamento delle ali degli uccelli, progettata da Leonardo durante la prima fase di studi sul volo.

L’ala è formata da quattro segmenti suddivisi in più sezioni snodabili collegate da molle piatte. I tiranti connettono tra loro le articolazioni e, tramite un sistema di biella a manovella, si aziona l’asta che permette all’ala di muoversi. Contemporaneamente, il filo che connette i tiranti, scorrendo su di una carrucola, produce la flessione e la distensione delle articolazioni che, grazie alle molle applicate alle giunture, tornano poi automaticamente nella posizione iniziale. Nell’idea di Leonardo l’ala avrebbe dovuto avere un rivestimento simile alla membrana che ricopre le ali del pipistrello.

Informazioni tecniche

Tipologia di opera
Modello
Collezione
Materiale
Legno di noce intagliato e dipinto, cuoio, corda di cotone, ferro
Misure
Altezza: 39 cm.
Luogo di conservazione
Rapporto con l’opera originale
Derivazione: Leonardo da Vinci, Codice Atlantico, f. 747 r
Numero d’inventario
N° scheda OA: 00000004
Collocazione
Museo Leonardiano, Castello dei conti Guidi, pianterreno

Altre opere correlate

Ultimo aggiornamento: 30 Gennaio 2025, 12:00

Strettoio per olio

Luigi Boldetti

1967

Macchina con: in alto, leva e contrappeso; al centro rocchetto, ruota dentata e vite senza fine; in basso, un corpo premente.

Originario di una terra dove la coltura della vite e dell’ulivo ancora oggi riveste un’importanza fondamentale, Leonardo progettò un particolare strettoio per meccanizzare il lavoro di spremitura delle olive.

La macchina è formata da una robusta struttura che sostiene semplici elementi meccanici quali: un rocchetto, una ruota dentata e una vite senza fine. I meccanismi vengono attivati tramite una lunga leva ricurva fatta ruotare intorno allo strettoio per mezzo di un cavallo. La grande ruota dentata aziona la vite in fondo alla quale è fissato un corpo premente che, scorrendo verso il basso, esercita una pressione su dischi di fibre vegetali, contenenti le olive. L’olio ottenuto viene così raccolto nel recipiente sottostante.

Informazioni tecniche

Tipologia di opera
Modello
Materiale
Legno intagliato parzialmente tornito, pietra, corda di cotone intrecciata
Misure
Larghezza: 68,5 cm, Lunghezza: 115 cm; Profondità: 45,5 cm.
Luogo di conservazione
Rapporto con l’opera originale
Derivazione: Leonardo da Vinci, Codice Atlantico, f. 47 r
Numero d’inventario
N° scheda OA: 00000016
Collocazione
Museo Leonardiano, Castello dei conti Guidi, pianterreno

Altre opere correlate

Ultimo aggiornamento: 7 Febbraio 2025, 10:29

Spingarda a cavalletto

Realizzato da
IBM Italia

1952

Per regolare la traiettoria dei proiettili e velocizzare le fasi di puntamento delle artiglierie, Leonardo escogitò vari sistemi di alzo. Questa spingarda, facilmente spostabile grazie alle due ampie ruote, è dotata di una doppia coda divaricabile che garantisce più punti di appoggio a terra e, di conseguenza, una maggiore stabilità.

L’alzo del tiro e la gittata sono regolati grazie all’inserimento di pioli che fissano l’altezza dell’asse di legno su cui la canna è ancorata. Nel disegno, Leonardo riporta anche la copertura difensiva della spingarda, detta ‘mantelletto’, e particolari proiettili composti da una camera di esplosione riempita di due differenti composizioni piriche.

Informazioni tecniche

Tipologia di opera
Modello
Collezione
Materiale
Legno intagliato tornito, ferro
Misure
Larghezza: 75 cm, Lunghezza: 70 cm; Profondità: 116 cm.
Luogo di conservazione
Rapporto con l’opera originale
Derivazione: Leonardo da Vinci, Codice Atlantico, f. 32
Numero d’inventario
N° scheda OA: 00000012
Collocazione
Museo Leonardiano, Castello dei conti Guidi, pianterreno

Altre opere correlate

Ultimo aggiornamento: 30 Gennaio 2025, 10:54

Leonardo disegnò un curioso apparecchio che avrebbe permesso all’uomo di librarsi in aria, sospinto dalla forza del vento. Si tratta di una sfera ottenuta dall’intersezione di tre circonferenze concentriche aventi lo stesso diametro, realizzata con canne e stoffa leggera. Al centro, una serie di anelli mobili di diversa grandezza formano una sospensione cardanica simile a quella utilizzata per le bussole nautiche.

Il progetto prevede che il pilota, posizionato all’interno della circonferenza più piccola, resti in piedi nonostante i movimenti della sfera e sia libero di ruotare in tutte le direzioni. La macchina, che Leonardo chiamò “ventola”, doveva essere collocata su di un monte in modo per poi lasciarsi trasportare dal vento seguendo la direzione delle correnti d’aria.

Informazioni tecniche

Tipologia di opera
Modello
Collezione
Materiale
Legno, tela
Misure
Altezza: 64 cm.
Luogo di conservazione
Rapporto con l’opera originale
Derivazione: Leonardo da Vinci, Codice di Madrid I, f. 64 r
Collocazione
Museo Leonardiano, Castello dei conti Guidi, pianterreno

Altre opere correlate

Ultimo aggiornamento: 3 Febbraio 2025, 11:22

Scappamento ad ancora per orologio

Luigi Boldetti

1963

Informazioni tecniche

Tipologia di opera
Modello
Collezione
Materiale
Legno intagliato, corda di cotone, ferro, ottone
Misure
Larghezza: 25 cm, Altezza: 35,5 cm; Profondità: 23 cm.
Luogo di conservazione
Rapporto con l’opera originale
Derivazione: Leonardo da Vinci, Codice Atlantico, f.964r
Collocazione
Museo Leonardiano, Palazzina Uzielli, primo piano

Altre opere correlate

Ultimo aggiornamento: 27 Gennaio 2025, 11:15

Scala d’assalto

Realizzato da
IBM Italia

1952

Scala inclinabile attraverso il movimento di una ruota, in parte dentata, su una vite, attivata da una manovella.

Leonardo progettò vari strumenti da utilizzare durante l’assedio di una città: fra questi anche una scala mobile per l’assalto delle mura.

Questa scala è fissata ad un cavalletto su cui è montata una vite senza fine azionata da una manovella. La vite mette in moto una grande ruota in parte dentata che, girando sul proprio albero, modifica l’inclinazione della scala. Una volta appoggiata alle mura la scala non può essere ribaltata dai difensori per la funzione di fermo compiuta dai denti della ruota inseriti nella filettatura della vite senza fine.

Informazioni tecniche

Tipologia di opera
Modello
Collezione
Materiale
Legno di noce intagliato, ferro battuto
Misure
Larghezza: 200 cm, Lunghezza: 26 cm; Profondità: 105 cm.
Luogo di conservazione
Rapporto con l’opera originale
Derivazione: Leonardo da Vinci, Codice Foster I, f. 46 v
Collocazione
Museo Leonardiano, Castello dei conti Guidi, pianterreno

Altre opere correlate

Ultimo aggiornamento: 31 Gennaio 2025, 11:39

Ruota e rocchetto con dentatura elicoidale

Fausto Colombo, Giorgio Valentini, Giovanni Sacchi

1983

In questo progetto, Leonardo utilizza una coppia di ruote con dentatura inclinata per trasmettere il moto fra assi non paralleli. Nelle note al disegno, egli afferma che i denti con profilo elicoidale hanno maggiore durata rispetto agli ordinari perché la loro superficie di contatto è maggiore. Il sistema può essere utilizzato come riduttore della velocità.

Informazioni tecniche

Tipologia di opera
Modello
Materiale
Legno di cirmolo
Misure
Larghezza: 75 cm, Lunghezza: 75 cm; Profondità: 75 cm.
Luogo di conservazione
Rapporto con l’opera originale
Derivazione: Leonardo da Vinci, Codice Atlantico, f. 1103 r
Numero d’inventario
N° scheda OA: 00000083
Collocazione
Museo Leonardiano, Palazzina Uzielli, secondo piano

Altre opere correlate

Ultimo aggiornamento: 11 Febbraio 2025, 12:02

Ritorcitoio a manovella

Luigi Boldetti

1969

Macchina composta da una grande ruota a raggi, connessa a un filo binato passante su un rocchetto e su una bobina.

La macchina progettata da Leonardo, era pensata per automatizzare l’operazione di ritorcitura del filo, ovvero la fase, successiva alla binatura, in cui le fibre tessili vengono ritorte per dare più resistenza al filato.

L’innovativo congegno, probabilmente ideato per le lavorazioni domestiche, doveva funzionare senza essere alimentato a mano dalla filatrice ed evitare accumuli di filo sulla bobina.
La grande ruota, azionata dalla manovella, è collegata da una cinghia all’albero su cui è fissato il rocchetto di filo binato. Questo, passando attraverso un’altra rotella, si torce e infine si avvolge sulla bobina più grande. Per una distribuzione uniforme del filato, la bobina compie anche un movimento di va e vieni dovuto ad un ingegnoso sistema di trasformazione del moto rotatorio della ruota principale in moto alternato.

Informazioni tecniche

Tipologia di opera
Modello
Materiale
Legno intagliato parzialmente tornito, ferro, filo di lana e cuoio
Misure
Larghezza: 74,5 cm, Lunghezza: 100 cm; Profondità: 55 cm.
Luogo di conservazione
Rapporto con l’opera originale
Derivazione: Leonardo da Vinci, Codice di Madrid I, f. 65 v
Numero d’inventario
N° scheda OA: 00000029
Collocazione
Museo Leonardiano, Palazzina Uzielli, primo piano

Altre opere correlate

Ultimo aggiornamento: 22 Gennaio 2025, 10:33

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