Riflettore

Realizzato da
IBM Italia

1953

Riflettore con la lente posta sulla faccia di una scatola nera, che proietta sul muro una fila verticale di punti luminosi.

Leonardo “per fare un lume bello e grande” disegna un dispositivo in grado di riflettere e amplificare la luce proveniente da una sorgente luminosa.

 

Il modello è costituito da una scatola nera con sportello laterale; su uno dei due pannelli minori è posizionata una grossa lente con una faccia a calotta sferica e l’altra piana. Inserendo una sorgente luminosa all’interno del riflettore, i raggi di luce proiettati all’esterno saranno convogliati in un unico fascio e intensificati dalla lente.

 

Nel disegno di Leonardo la parte posteriore della scatola presenta un anello munito di gancio, forse per fissare il dispositivo ad una parete o comunque nel luogo desiderato.
Dal momento che Leonardo si occupò dell’organizzazione di spettacoli teatrali, si può ipotizzare che il congegno sia servito anche per finalità scenografiche.

Informazioni tecniche

Tipologia di opera
Modello
Materiale
Legno intagliato/dipinto, vetro molato
Misure
Larghezza: 31.5 cm, Lunghezza: 44. 5 cm; Profondità: 44.5 cm.
Rapporto con l’opera originale
Derivazione: Leonardo da Vinci, Codice Atlantico, f. 34 r
Numero d’inventario
N° scheda OA: 00000044
Collocazione
Museo Leonardiano, deposito

Ultimo aggiornamento: 19 Agosto 2026, 09:16

Prospettografo

Realizzato da
Linda Luperini, Realizzato da
Opera Laboratori Fiorentini

2005

Strumento con una pala lignea verticale con un foro, più avanti una cornice quadrata lignea e in fondo una sfera armillare.

Il dispositivo consiste in un semplice riquadro di vetro davanti al quale è posta una tavoletta forata. Il pittore, tenendo un occhio appoggiato al foro e l’altro chiuso, dovrà ricalcare sul vetro ciò che vede al di là di esso.

 

L’immagine disegnata sul vetro coinciderà con quella percepita dall’occhio: un principio che sta alla base della prospettiva lineare. Le figure appariranno sul vetro di dimensioni ridotte rispetto all’originale, perché poste su un piano che interseca il cono di raggi luminosi, detto anche cono visivo, che va dall’oggetto all’occhio.

 

L’oggetto che Leonardo fa disegnare al pittore è una sfera armillare: una sfera con uno scheletro composto da cerchi metallici che collegano i poli e rappresentano l’equatore, l’eclittica, i meridiani e i paralleli; al centro, una sfera simboleggia la Terra secondo la visione geocentrica dell’universo, propria del sistema tolemaico.

Informazioni tecniche

Tipologia di opera
Modello
Materiale
Legno
Rapporto con l’opera originale
Derivazione: Leonardo da Vinci, Codice Atlantico, f. 5 r
Collocazione
Museo Leonardiano, deposito

Altre opere correlate

Ultimo aggiornamento: 18 Agosto 2026, 11:46

Macchina per la lavorazione delle lenti e degli specchi

Realizzato da
IBM Italia

1952

Modello ligneo sul cui piano poggia un disco, levigato da un cerchio metallico dentato e inserito in un altro cerchio fisso.

Il modello riproduce una macchina per la lavorazione degli specchi, che nel Rinascimento si ottenevano levigando con materiali abrasivi superfici di bronzo, di rame o d’argento, fino a renderle riflettenti.

Entro un’incastellatura, su di un piano di legno, si trovano due dischi, ciascuno con un proprio asse rotante. Azionando una manovella, con il sistema della biella, si imprime ai due piatti circolari sottostanti un movimento rotatorio e si esercita su di essi la pressione necessaria per la levigazione dello specchio.

Il disco di diametro minore, che contiene la superficie da levigare, effettua sia un movimento di rotazione sul proprio asse sia di rivoluzione sulla superficie abrasiva del disco più grande.

Informazioni tecniche

Tipologia di opera
Modello
Materiale
Legno intagliato, marmo scolpito/levigato, ottone
Misure
Larghezza: 73 cm, Lunghezza: 65,5 cm; Profondità: 43 cm.
Rapporto con l’opera originale
Derivazione: Leonardo da Vinci, Codice Atlantico, f. 1103 v
Numero d’inventario
N° scheda OA: 00000017
Collocazione
Museo Leonardiano, deposito

Altre opere correlate

Ultimo aggiornamento: 18 Agosto 2026, 11:34

Guanto palmato

Realizzato da
IBM Italia

1983

Vetrina con fondo blu contenente, da sinistra, salvagente, respiratore per palombaro, guanto palmato.

Per aiutare l’uomo a nuotare in modo più spedito, Leonardo progettò un guanto palmato capace di imprimere all’acqua una forte azione propulsiva.

Il dispositivo, indossato come un guanto, va legato intorno al polso. Realizzato in pelle di camoscio, è reso rigido dalla presenza di cinque stecche di legno in corrispondenza delle dita della mano. Apposite cuciture fissano le stecche, che, simili all’ossatura delle dita, fanno da intelaiatura ad una membrana che ricorda quella delle zampe palmate degli uccelli acquatici.

Informazioni tecniche

Tipologia di opera
Modello
Materiale
Pelle di camoscio, legno
Rapporto con l’opera originale
Derivazione: Leonardo da Vinci, Manoscritto di Francia B, f. 81 v
Numero d’inventario
N° scheda OA: 00000054
Collocazione
Museo Leonardiano, deposito

Altre opere correlate

Ultimo aggiornamento: 19 Agosto 2026, 09:03

Carro armato

Realizzato da
IBM Italia

1952

L’idea di un carro coperto che potesse penetrare nelle file nemiche si trova già nel Medioevo ed è ripresa da Leonardo in un foglio conservato al British Museum.

 

Nel disegno è rappresentato un carro la cui struttura lignea esterna, a forma di testuggine, poteva essere rivestita con placche metalliche per assolvere meglio la funzione protettiva.
Nella parte sottostante la corazza, è munito di una serie di cannoni in grado di sparare in ogni direzione, effettuando in questo modo un fuoco di copertura o di smantellamento delle linee nemiche.
Una torretta permette di osservare l’area circostante e di fornire le indicazioni utili per le manovre e le operazioni di sparo.

 

Il movimento del carro viene affidato a un sistema di ingranaggi collegato alle ruote e azionato, tramite semplici manovelle, presumibilmente da “8 huomini”, che avrebbero dovuto fornire l’energia necessaria alla spinta.

Informazioni tecniche

Tipologia di opera
Modello
Materiale
Legno intagliato, ferro, rame, ottone
Misure
Larghezza: 84 cm; Lunghezza: 66 cm; Profondità: 99 cm.
Rapporto con l’opera originale
Derivazione: Leonardo da Vinci, British Museum, inv.1860-6-16-99
Collocazione
Museo Leonardiano, deposito

Altre opere correlate

Ultimo aggiornamento: 19 Agosto 2026, 09:43

Sega idraulica

Realizzato da
IBM Italia

1952

Sega con ruota a pale che attiva una lama perpendicolare al tronco posto su un carrello, connesso a una piccola ruota dentata.

Nel folio 1078 r del Codice Atlantico Leonardo raffigura, con un rapido schizzo, una sega idraulica, definendone parzialmente il telaio e i relativi meccanismi.
L’acqua, scorrendo in una canaletta posizionata alla base della macchina, mette in movimento la ruota a pale, la quale aziona una biella che, trasformando il moto rotatorio in moto alternato, permette alla lama dentata verticale di tagliare il tronco.

Contemporaneamente un meccanismo ad arpione aggancia, con movimenti sincroni a quelli della lama, una ruota a denti dal profilo ortogonale, la quale avvolge una corda collegata al carrello su cui è posto il tronco.
La trazione della corda permette un graduale avanzamento del carrello lungo dei binari e garantisce la costante aderenza del tronco alla lama.
Questa sega, messa in funzione dall’energia idraulica, funziona in modo del tutto automatico.

Informazioni tecniche

Tipologia di opera
Modello
Materiale
Legno verniciato, ferro
Misure
Larghezza: 153 cm, Altezza: 139 cm; Profondità: 75 cm.
Rapporto con l’opera originale
Derivazione: Leonardo da Vinci, Codice Atlantico, f. 1078 r
Collocazione
Museo Leonardiano, deposito

Altre opere correlate

Ultimo aggiornamento: 19 Agosto 2026, 09:34

Scala d’assalto

Realizzato da
IBM Italia

1952

Scala inclinabile attraverso il movimento di una ruota, in parte dentata, su una vite, attivata da una manovella.

Il modello rappresenta una macchina da guerra per l’assalto delle mura e fa parte di alcuni studi leonardiani sugli strumenti da utilizzare per la difesa e l’attacco durante l’assedio di una città.

Si tratta di una scala mobile, ad elementi scomponibili, fissata ad un cavalletto, sul quale è montata una vite senza fine azionata da una manovella. La vite mette in moto una grande ruota, in parte dentata, la quale, girando sul proprio albero, modifica l’inclinazione e di conseguenza la lunghezza della scala. In questo modo la scala poteva appoggiarsi alle mura della fortezza assediata senza correre il rischio di venir rovesciata dalle pertiche dei difensori, in quanto una delle caratteristiche fondamentali della macchina è proprio la sua più assoluta stabilità.

Informazioni tecniche

Tipologia di opera
Modello
Materiale
Legno, ferro battuto
Misure
Altezza: 240 cm, Lunghezza: 85 cm; Profondità: 34 cm.
Rapporto con l’opera originale
Derivazione: Leonardo da Vinci, Codice Forster I, f. 46 v
Collocazione
Museo Leonardiano, deposito

Altre opere correlate

Ultimo aggiornamento: 19 Agosto 2026, 10:01

Il progetto della vite aerea, uno dei disegni più conosciuti di Leonardo, è stato a lungo interpretato come una prima anticipazione del moderno elicottero.

Il modello è costituito da una tela a forma di spirale disposta attorno ad un albero verticale, il quale si innesta su una piattaforma circolare. La vite doveva essere azionata presumibilmente da quattro uomini che, correndo sulla piattaforma centrale e spingendo con le mani sulle rispettive barre orizzontali, facevano ruotare l’albero.

In un modello di dimensioni ridotte l’avvitamento poteva essere conseguito srotolando rapidamente una fune avvolta alla base dell’asse verticale, come nel gioco del mulinello già in voga ai tempi di Leonardo.

Informazioni tecniche

Tipologia di opera
Modello
Materiale
Legno, ferro, tela
Misure
Altezza: 260 cm, Diametro 320 cm, Diametro base 134 cm.
Rapporto con l’opera originale
Derivazione: Leonardo da Vinci, Manoscritto di Francia B, f. 83 v
Collocazione
Museo Leonardiano, deposito

Altre opere correlate

Salvagente

Realizzato da
IBM Italia

1983

Vetrina con fondo blu contenente, da sinistra, salvagente, respiratore per palombaro, guanto palmato.

Leonardo, per consentire all’uomo di galleggiare e di nuotare senza fatica nell’acqua, disegnò un salvagente dalla forma toroidale.

Otri gonfiati d’aria e dispositivi simili compaiono anche nel corpus dei disegni degli ingegneri senesi Francesco di Giorgio e Mariano di Iacopo.

Questo salvagente è realizzato in pelle di camoscio con una camera d’aria all’interno.

Simile ad una ciambella poteva essere utilizzato, come Leonardo stesso ci suggerisce, in caso di tempesta o di naufragio.

Informazioni tecniche

Tipologia di opera
Modello
Materiale
Pelle di camoscio
Rapporto con l’opera originale
Derivazione: Leonardo da Vinci, Manoscritto di Francia B, f. 81 v
Numero d’inventario
N° scheda OA: 00000053
Collocazione
Museo Leonardiano, deposito

Altre opere correlate

Ruota perpetua idromeccanica

Alexander Neuwahl, Andrea Bernardoni

2024

Ruota nel cui centro si incontrano perpendicolarmente due dispositivi a pistoni, ognuno composto da una coppia di cilindri.

Tra i molti tentativi di Leonardo di immaginare una macchina dal moto perpetuo, questa ruota si distingue per l’originale impiego di pistoni e liquidi in un circuito chiuso, regolato da un meccanismo orologiero.

Descritta nel foglio 1062 v del Codice Atlantico, la ruota perpetua idromeccanica è composta da una struttura rotante su cui sono montati, in posizione ortogonale, due dispositivi a pistoni. Ogni dispositivo comprende una coppia di cilindri contrapposti, uniti da un condotto idraulico a forma di “S”, entro cui si muovono pistoni mobili. Durante la rotazione, il peso dei pistoni spinge il liquido da un cilindro all’altro, generando uno squilibrio dinamico che alimenta il movimento della ruota.

 

Leonardo ipotizza di poter installare fino a quattro moduli sullo stesso asse, con un impulso ogni 30 gradi di rotazione. In una nota aggiunge anche la possibilità di utilizzare tre moduli, sfalsati di 60 gradi. Colpisce l’attenzione al dettaglio tecnico: per evitare che il cuoio dei soffietti si deteriori a contatto con l’acqua, Leonardo suggerisce l’uso del vino come fluido.

 

Il sistema è completato da uno scappamento a foliot, lo stesso meccanismo usato negli orologi dell’epoca, per regolare la velocità di rotazione. Una versione simile della ruota compare anche nel Codice di Madrid I (f. 74 r), dove Leonardo definisce questo congegno “moto soffistico”, ovvero teoricamente affascinante, ma impossibile da far funzionare nella realtà.

Informazioni tecniche

Tipologia di opera
Modello
Collezione
Materiale
Legno, ferro e cuoio
Misure
Altezza: 183 cm; Larghezza: 125 cm; Profondità: 38 cm
Luogo di conservazione
Rapporto con l’opera originale
Derivazione: Leonardo da Vinci, Codice Atlantico, f. 1062 v
Collocazione
Museo Leonardiano, Palazzina Uzielli, primo piano

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