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Un’opera al museo
Un’opera al museo
Realizzato da
Università di Firenze, Facoltà di Ingegneria, Dipartimento di Meccanica e Tecnologie industriali, Realizzato da
Etruria Musei
2010
Il modello è tratto da un disegno di un anonimo cinquecentesco che probabilmente copiò un progetto di Leonardo. L’imbarcazione si muove grazie ad un originale sistema di tre coppie di pale: le ruote più grandi, messe in movimento dal vento, azionano quelle più piccole per mezzo di ruote a pioli, rocchetti e un sistema biella manovella.
Realizzato da
Università di Firenze, Facoltà di Ingegneria, Dipartimento di Meccanica e Tecnologie industriali, Realizzato da
Etruria Musei
2010
Disegnata dall’ingegnere senese Francesco di Giorgio Martini, questa imbarcazione anfibia con ruote sagomate serviva per navigare le acque basse e palustri.
Leonardo per sostenere e far oscillare le campane ideò un particolare meccanismo capace di ridurre notevolmente l’attrito. La soluzione da lui proposta somiglia in modo incredibile al dispositivo antifrizione ancora oggi utilizzato per la campana, detta Mutte, della Cattedrale francese di Saint-Etienne a Metz.
Tutte le macchine di Leonardo, da quelle più semplici a quelle più complesse, sono costituite da elementi meccanici che, collegati tra loro, consentono di trasmettere e trasformare il moto.
Nell’ambito delle ricerche sul volo librato, Leonardo studia il moto dell’aria e le correnti aeree per capire come possano interagire con le macchine volanti.
La tavoletta verticale si pone nella direzione del vento e, per misurarne la velocità, si fa passare l’aria prima da un foro e poi dall’altro. Il vento aziona così la ruota e fa alzare i pesi ad essa collegati in maniera direttamente proporzionale all’ampiezza del foro utilizzato per la misurazione.
Lo strumento può essere utilizzato anche per la misurazione della velocità dell’acqua.
Leonardo, per individuare le condizioni atmosferiche più adatte al volo librato, progettò questo strumento in grado di misurare la velocità del vento.
Nell’ambito degli studi sul volo, Leonardo progetta questo strumento di bordo con cui il pilota poteva controllare la posizione della macchina volante rispetto al suolo e mantenere quindi l’equilibrio e l’inclinazione necessari durante le manovre di virata.
Per misurare l’umidità dell’aria, cioè la quantità di vapore acqueo contenuta nell’atmosfera, Leonardo ideò questo igrometro a forma di bilancia a due piatti.
Realizzato da
Università di Firenze, Facoltà di Ingegneria, Dipartimento di Meccanica e Tecnologie industriali, Realizzato da
Etruria Musei
2010
Tra i progetti più originali di Leonardo sul volo librato e frutto di ripetute osservazioni sul volo degli uccelli, questa macchina era pensata per volare sfruttando le correnti ascensionali dell’aria.