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Particolare di ala meccanica

Realizzato da
Istituto Tecnico Professionale “Leonardo da Vinci” di Firenze

1929

Il modello rappresenta un’ala meccanica formata da più segmenti snodabili collegati da tiranti. Il progetto è dei primi anni del ‘500, quando Leonardo si dedicò all’osservazione degli uccelli, studiandone le tecniche di volo e la struttura corporea. In questo periodo lo scienziato giunse a dubitare che l’uomo potesse produrre l’energia necessaria per azionare una macchina ad ali battenti e concluse che l’unica forma di volo praticabile fosse quella in cui la propulsione è affidata alle correnti aeree.

La struttura ripropone l’anatomia di un’ala di uccello con ossa, nervi e cartilagini. I tre tiranti inferiori hanno il compito di flettere, ossia chiudere l’ala, mentre quelli superiori attivano il comando di estensione, aprendola.

Informazioni tecniche

Tipologia di opera
Modello
Collezione
Materiale
Legno di noce intagliato/parzialmente dipinto, cuoio, corda di cotone, ferro
Misure
Altezza: 40 cm.
Luogo di conservazione
Rapporto con l’opera originale
Derivazione: Leonardo da Vinci, Codice sul Volo degli Uccelli, f. 11 v
Numero d’inventario
N° scheda OA: 00000022
Collocazione
Museo Leonardiano, Castello dei conti Guidi, pianterreno

Carro automotore (2010)

Realizzato da
Etruria Musei

2010

Informazioni tecniche

Tipologia di opera
Modello
Collezione
Materiale
Legno, ferro, corda, cuoio
Misure
Larghezza: 60 cm, Altezza: 40 cm; Profondità: 60 cm.
Luogo di conservazione
Rapporto con l’opera originale
Derivazione: Leonardo da Vinci, Codice Atlantico, f. 812 r
Collocazione
Museo Leonardiano, Palazzina Uzielli, secondo piano

Altre opere correlate

Ultimo aggiornamento: 19 Giugno 2025, 14:53

Filatoio a ruota con fuso ad aletta

Realizzato da
Manifattura lucchese

fine XIX° secolo

Verso il 1480, l’introduzione del fuso ad aletta, adattato sulla tradizionale ruota per filare, rappresentò una innovazione nel campo della manifattura tessile, consentendo la filatura e contemporaneamente l’avvolgimento del filo sulla bobina.

Tale tecnologia è utilizzata per secoli, con pochissime variazioni, come testimonia questo filatoio del XIX secolo in cui una ruota a pedale aziona due pulegge.
Queste, di dimensioni diverse, trasmettono il movimento sia al fuso che alla bobina, ma con differenti velocità: il fuso e l’aletta torcono il filo girando più lentamente della bobina sulla quale viene ‘incannato’ il filo.

La filatrice, partendo dal gancio più lontano dell’aletta, passa manualmente il filo su tutti gli uncini per avvolgerlo in maniera uniforme sulla bobina. Leonardo, determinato a migliorare questa parte del processo di filatura, progetta il filatoio continuo ad aletta.

Informazioni tecniche

Tipologia di opera
Modello
Materiale
Legno di gelso e abete, con aggiunte in faggio
Misure
Altezza: 37 cm, Larghezza: 35 cm; Profondità: 30 cm.
Luogo di conservazione
Rapporto con l’opera originale
Derivazione: Hausbuch 34 a (versione a due cordoni)
Collocazione
Museo Leonardiano, Palazzina Uzielli, primo piano

Ponte di rapida costruzione

Realizzato da
IBM Italia

1953

Leonardo realizzò numerosi progetti per risolvere i problemi legati all’attraversamento di corsi d’acqua e le soluzioni tecniche da lui ideate stupiscono per la loro modernità e genialità. Questo ponte ad uso militare, progettato durante il primo periodo milanese, poteva essere costruito rapidamente incastrando e intrecciando materiali facilmente reperibili come tronchi e corde. Proprio perché ideale per mettere in salvo gli eserciti in caso di fuga, Leonardo lo chiama anche ‘ponte salvifico’.

Il ponte è in grado di reggersi senza l’utilizzo delle corde, dal momento che i tronchi, incastrati tra loro, assolvono la funzione che le centine hanno in architettura. Ancorate sulla struttura portante alcune assi di legno formano infine un adeguato piano di calpestio.

Informazioni tecniche

Tipologia di opera
Modello
Collezione
Materiale
Legno di noce intagliato e verniciato
Misure
Larghezza: 26 cm, Lunghezza: 79 cm; Profondità: 24 cm.
Luogo di conservazione
Rapporto con l’opera originale
Derivazione: Leonardo da Vinci, Codice Atlantico, f. 69 r
Numero d’inventario
N° scheda OA: 00000014
Collocazione
Museo Leonardiano, Castello dei conti Guidi, pianterreno

Altre opere correlate

Ultimo aggiornamento: 30 Gennaio 2025, 11:21

Ponte canale con conche

Realizzato da
IBM Italia

1952

Affascinato dalle opere di regimazione idraulica diffuse in Lombardia, a Milano Leonardo studia soluzioni per la deviazione e la rettificazione dei corsi d’acqua. Per mettere in comunicazione due corsi d’acqua posti su livelli diversi, progetta questo ponte canale con un ingegnoso sistema di conche e chiuse.

La novità è data dalle porte a doppio battente che si chiudono controcorrente sfruttando la pressione dell’acqua e dal piccolo portello che la fa defluire gradualmente. Quando l’imbarcazione giunge alla prima chiusa lo sportellino viene aperto e l’acqua scorre nella conca sottostante fino a pareggiare il livello permettendo alla barca di avanzare. A questo punto si apre lo sportellino della seconda chiusa che lascia defluire lentamente l’acqua portando l’imbarcazione a quota inferiore. Per evitare la formazione di vortici all’apertura delle porte, Leonardo modula in scalini l’altezza della conca realizzando una scala d’acqua in grado di attenuarne la forza di caduta.
Questo sistema, ideato verso il 1503 per il progetto di deviazione dell’Arno commissionato da Firenze, fu utilizzato anche nel progetto di un canale per rendere navigabile l’Adda nel tratto dei Tre Corni.

Informazioni tecniche

Tipologia di opera
Modello
Collezione
Materiale
Legno intagliato parzialmente dipinto, ferro
Misure
Larghezza: 34,5 cm, Lunghezza: 122 cm; Profondità: 91,5 cm.
Luogo di conservazione
Rapporto con l’opera originale
Derivazione: Leonardo da Vinci, Codice Atlantico, f. 126 v
Numero d’inventario
N° scheda OA: 00000015
Collocazione
Museo Leonardiano, Castello dei conti Guidi, pianterreno

Altre opere correlate

Ultimo aggiornamento: 20 Giugno 2025, 08:37

Leonardo, durante il suo primo soggiorno fiorentino, disegnò una sega idraulica capace di ridurre in tavole i grossi tronchi di albero. La macchina funzionava in modo automatico per alleggerire il lavoro dell’uomo e incrementare la produttività.

Alla base della macchina, entro una canaletta in cui viene fatta scorrere dell’acqua, si trova una ruota a pale simile a quella di un mulino. Questa muovendosi aziona un sistema biella manovella che, trasformando il moto rotatorio in moto alternato, permette alla lama dentata verticale di scorrere su e giù.
Contemporaneamente un meccanismo ad arpione aggancia, con movimenti sincroni a quelli della lama, una ruota che girando avvolge su di un tamburo una corda collegata al carrello su cui dovrà essere posizionato il tronco da tagliare. La trazione della corda permette al carrello di avanzare in modo che il tronco sia sempre a contatto con la lama.

Informazioni tecniche

Tipologia di opera
Modello
Collezione
Materiale
Legno verniciato, ferro
Misure
Larghezza: 98 cm, Altezza: 87 cm; Profondità: 61 cm.
Luogo di conservazione
Rapporto con l’opera originale
Derivazione: Leonardo da Vinci, Codice Atlantico, f. 1078 r
Collocazione
Museo Leonardiano, Castello dei Conti Guidi, primo piano

Scafo a doppia carena

Realizzato da
IBM Italia

1952

Nei progetti leonardiani riveste una grande importanza la forma dello scafo per la quale Leonardo, partendo dall’osservazione dell’anatomia dei pesci, propone prue curvilinee che presentano una maggiore idrodinamicità rispetto a quelle ad angolo acuto.
Una delle soluzioni presentate da Leonardo riguarda uno scafo a doppia carena capace di offrire maggiore stabilità nel galleggiamento e di arginare i danni prodotti da urti accidentali o da speronamenti.
Le due carene sono separate da un’intercapedine, perciò, nel caso di rottura del fasciame esterno, il galleggiamento del natante resta comunque assicurato da quello interno.

Informazioni tecniche

Tipologia di opera
Modello
Materiale
Legno
Misure
Larghezza: 102 cm, Lunghezza: 112 cm; Profondità: 32 cm.
Rapporto con l’opera originale
Derivazione: Leonardo da Vinci, Manoscritto B, f.11r
Collocazione
Museo Leonardiano, deposito

Ponte girevole

Realizzato da
IBM Italia

1952

Gli appunti di Leonardo contengono numerosi progetti volti a risolvere i problemi legati all’attraversamento dei corsi d’acqua e le soluzioni tecniche da lui adottate stupiscono per la loro modernità e per la loro genialità.
Nel folio 855r del Codice Atlantico è raffigurato un ponte girevole dal profilo parabolico costituito da una sola campata, la quale è sostenuta da una serie di travi a reticolo. Il ponte è fissato ad una delle due sponde mediante un perno verticale, intorno al quale può esser fatto agevolmente girare di 90° per mezzo di due argani di manovra collocati lateralmente sul terreno.
La stabilità del ponte, durante la manovra di apertura, è assicurata da un cassone contenente delle pietre, le quali fungono da contrappeso fino al raggiungimento dell’argine opposto.
Il lato che resta permanentemente appoggiato sul terreno è munito di ruote o rulli metallici che ne consentono l’agevole scorrimento.

Informazioni tecniche

Tipologia di opera
Modello
Materiale
Legno intagliato verniciato, ferro, corda
Misure
Larghezza: 97 cm, Lunghezza: 163 cm; Profondità: 81 cm.
Rapporto con l’opera originale
Derivazione: Leonardo da Vinci, Codice Atlantico, f.855r
Collocazione
Museo Leonardiano, deposito

Altre opere correlate

Ultimo aggiornamento: 18 Novembre 2025, 12:29

Ponte a carreggiate sovrapposte

Realizzato da
IBM Italia

1952

Gli appunti di Leonardo contengono numerosi progetti volti a risolvere i problemi legati all’attraversamento dei corsi d’acqua; le soluzioni tecniche da lui adottate stupiscono per la loro modernità e per la loro genialità.
Nel Manoscritto B folio 23r Leonardo disegna un ponte formato da due carreggiate sovrapposte, le quali permettono l’attraversamento di un corso d’acqua su due livelli diversi.
Le due carreggiate sono congiunte fra loro da traverse inclinate disposte a croce di Sant’Andrea e accostate per le estremità, in modo da formare una specie di reticolato a rombi verticali rinforzati da un asse diagonale disposto nel senso dell’altezza. Il piano superiore poggia su traverse orizzontali inserite nel punto d’incrocio dei montanti inclinati.
La spinta esercitata dal peso delle traverse fa in modo che i bracci diagonali si dilatino e riescano a far fronte al carico che devono sopportare, rendendo il ponte, come scrive Leonardo, veramente “inrompibile”.

Informazioni tecniche

Tipologia di opera
Modello
Materiale
Legno intagliato dipinto
Misure
Larghezza: 48 cm, Lunghezza: 181 cm; Profondità: 21 cm.
Rapporto con l’opera originale
Derivazione: Leonardo da Vinci, Manoscritto B, f.23r
Collocazione
Museo Leonardiano, deposito

Altre opere correlate

Ultimo aggiornamento: 18 Novembre 2025, 12:45

Perforatrice

Realizzato da
IBM Italia

1952

La macchina è dotata di dispositivo autocentrante. Molto simile ai torni moderni, il modello è in realtà una trivella orizzontale per forare i tronchi che venivano utilizzati come condotti per l’acqua. La novità sta nella possibilità di regolare, con una serie di mandrini, la posizione del tronco in modo che il centro sia in linea con la trivella.

 

 

Informazioni tecniche

Tipologia di opera
Modello
Materiale
Legno intagliato verniciato, alluminio, lamina metallica
Misure
Larghezza: 81 cm, Lunghezza: 134 cm; Profondità: 45 cm.
Luogo di conservazione
Rapporto con l’opera originale
Derivazione: Leonardo da Vinci, Codice Atlantico, f. 1089 r
Numero d’inventario
N° scheda OA: 00000035
Collocazione
Museo Leonardiano, deposito

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