Leonardo studiò e classificò i diversi tipi di movimento prodotti dalla combinazione di più ruote dentate da utilizzare in meccanismi che producono velocità differenziate come orologi e macchine da lavoro.
Il modello è costituito da cinque ruote dentate disposte su di un piano inclinato: quattro mobili e una fissa al centro. Azionando la manovella si mette in movimento la ruota più grande, detta planetario, che trascina con se due delle tre ruote che si trovano lungo il suo raggio. La ruota mediana, ingranando quella centrale fissa, trasmette il suo moto a quella esterna, invertendone la marcia.
Dunque, la ruota più esterna, mentre compie il movimento di rotazione intorno al proprio asse, percorre idealmente, rispetto alla circonferenza del planetario, la così detta curva epicicloidale. Nell’antica astronomia tolemaica l’epiciclo indicava il nome di uno dei due cerchi descritti da un astro nel suo moto. La ruota esterna e il planetario avranno inoltre velocità differenti poiché diverse sono le loro dimensioni e il numero dei loro denti.
Informazioni tecniche
Tipologia di opera
Modello
Collezione
Materiale
Legno intagliato, metallo, plastica
Misure
Larghezza: 48 cm, Lunghezza: 48 cm; Profondità: 30 cm.
Luogo di conservazione
Rapporto con l’opera originale
Derivazione: Leonardo da Vinci, Codice Atlantico, f. 77 v
Numero d’inventario
N° scheda OA: 00000043
Collocazione
Museo Leonardiano, Castello dei conti Guidi, pianterreno
Archivio digitale
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Ultimo aggiornamento: 10 Febbraio 2025, 10:40