Questo argano settecentesco presenta fattezze simili agli argani ancora conservati nei depositi del Museo dell’Opera del Duomo di Firenze, probabilmente utilizzati nel cantiere fiorentino di Filippo Brunelleschi. Costituisce quindi un interessante esempio di macchina da cantiere simile a quelle utilizzate anche nel Rinascimento.
Il dispositivo è composto da un solido telaio di sostegno e da un tamburo a sezione ottagonale intorno al quale si avvolge la corda di sollevamento. Per muovere il tamburo bisogna far forza su di una barra inserita via via negli appositi fori ricavati sulla sua superficie.
Adatto al sollevamento di carichi modesti, l’argano poteva essere ancorato a terra e lavorare con meccanismi di ripresa in alto, quali carrucole o posizionatori dei carichi, oppure a servizio di gru del tipo a “capra” o a “stella”.
La macchina, utilizzata anche per usi militari, era un valido aiuto anche in situazioni domestiche quali, ad esempio, il sollevamento di pesanti contenitori d’acqua dai pozzi.